Dal maggio 2016 Montepacini è diventata anche una bellissima realtà sportiva con la nascita del Soccer Dream Montepacini, una squadra di calcio molto speciale composta prevalentemente da ragazze e ragazzi disabili, da giovani richiedenti asilo, da volontari e genitori.

Tutto è scaturito da una proposta del dirigente UISP Umberto Cingolani, che nel maggio scorso, propose la partecipazione a un triangolare promosso a Fabriano dall’UISP regionale. In poche settimane Marco Marchetti, Francesco D’Addio e Pamela Recchi, con il sostegno entusiasta dei genitori, organizzarono la squadra per il triangolare, con un programma di allenamenti a Montepacini, nell’aia antistante ai locali dello CSER e nel campo di calcio di Molini/Conceria. Il 5 giugno il Soccer Dream ebbe il suo battesimo a Fabriano, contro due formazioni di giovani dei Servizi Sollievo. Dopo questa prima esperienza gli allenamenti sono proseguiti con una cadenza settimanale e, insieme ai genitori, è maturata l’idea di partecipare a un campionato “normale”, ovvero non riservato a persone disabili. Idea certamente originale che, pian piano, dopo le perplessità iniziali di alcuni, ha conquistato un po tutti : genitori, volontari, sostenitori e…scettici. Sin dall’inizio, comunque, è stata presa la decisione di affiancare alle ragazze e ai ragazzi, sia dei giovani richiedenti asilo sia dei volontari “aiutanti”. Si è creato così un movimento di oltre 30 persone che, con il sostegno dei genitori, ha lavorato intensamente e con generosità in questi mesi e nel novembre 2016 Soccer Dream Montepacini ha esordito nel campionato promosso dal Centro Sportivo Italiano di Fermo, che ha accolto favorevolmente il nostro progetto. E’ stato proprio uno dei ragazzi, il capitano della squadra Michele Cappella, a proporre l’affiliazione al CSI, avviando anche i primo contatti- La scelta di inserire Montepacini nel nome della della squadra nasce dal fatto che la realtà di Montepacini, in primis l’associazione Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Mntepacini ha dato il via all’iniziativa e rappresenta una sorta di laboratorio di buone pratiche a tutti i livelli : dall’agricoltura sociale ai progetti educativi e riabilitativi, dall’accoglienza all’inclusione. Sono 17 le ragazze e i ragazzi coinvolti e 18 gli aiutanti ( volontari, richiedenti asilo ) e, naturalmente, i genitori che hanno creduto in questo progetto e partecipano con convinzione e determinazione. Dal 1 febbraio 2017 è entrato a far parte della squadra anche un giovane che usufruiva di una borsa di lavoro a Visso, ora ospite in una struttura del territorio.