La Fattoria Sociale Montepacini : un’esperienza pluriennale di collaborazione pubblico-privato.

L’esperienza della Fattoria Sociale Montepacini prende avvio nel marzo 2012 per iniziativa dell’Unità Operativa Servizi per Disabili e dell’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Fermo su una proprietà comunale di 13 ettari, una casa colonica e un edificio a un piano, quest’ultimo realizzato negli anni 80’ del secolo scorso, allorquando Montepacini era una delle sedi della “Comunità Incontri” di don Pierino Gelmini, ciò a conferma della “vocazione sociale” del luogo.

Fin dall’inizio un ruolo determinante e propulsivo per una riqualificazione del sito, di fatto in stato di abbandono dalla fine degli anni 90’, venne assunto da alcuni genitori di giovani adulti disabili, da volontari, in collaborazione con aziende agricole del territorio particolarmente attente alle tematiche dell’accoglienza e dell’inclusione ( Fontegranne, Doriano Scibè, Vittorini, Paolo Albucci, Malavolta ecc. ). In particolare furono i genitori degli ospiti di un Centro Socio Educativo Diurno, allora denominato San Giuliano, che nel volgere di pochi anni avevano dovuto cambiare per ben tre volte sede, ad accogliere con entusiasmo la proposta del responsabile dell’Unità Operativa Servizi per Disabili e dell’Assessore ai Servizi Sociali di dare una sede definitiva al servizio sulla base di un progetto educativo e riabilitativo incentrato sulle attività agricole. Grazie al lavoro materiale di genitori e volontari, in attesa della sistemazione definitiva da parte del Comune dell’edificio ad un piano, quale futura sede del Centro Diurno, nell’estate del 2012 venne avviata, a cura dell’U.O. Servizi per Disabili, la prima esperienza di centro estivo in campagna per minori e minori disabili dai 4 ai 14 anni che vide la partecipazione, nei due mesi di durata delle attività (orto, cura degli animali, laboratorio del pane, erbe spontanee, ippoterapia, riuso ecc.) di oltre 200 minori nei diversi turni settimanali.

Il Centro estivo in campagna, è stato poi organizzato tutti gli anni, senza soluzione di continuità, mantenendo un’ attenzione costante e qualificata all’inclusione dei minori con disabilità nei gruppi delle attività giornaliere. L’8 gennaio del 2014, ultimati da parte del Comune i lavori di adeguamento dell’edificio ad un piano, secondo la normativa di accreditamento degli CSER (Centri Socio Educativi Riabilitativi), i giovani/adulti del Centro Diurno “San Giuliano” si trasferirono a Montepacini, dove nel frattempo alcuni genitori insieme ai volontari avevano, partendo dall’esperienza dei centri estivi in campagna, organizzato gli impianti dell’orto, i ricoveri degli animali e acquistato o messo a disposizione una piccola dotazione di attrezzature agricole. Quindi con il 2014 il Centro “San Giuliano”, gestito da una cooperativa di servizi ( tipo A ), assume la denominazione di “CSER Montepacini” sulla base di un progetto di agricoltura sociale, fortemente voluto dai genitori, dall’U.O. Servizi per Disabili e da una nutrita compagine di volontari impegnati “nella rivoluzione dolce” del ritorno alla terra ed espressione del bisogno crescente di una agricoltura sostenibile, di prossimità e di qualità, che valorizzi la filiera corta, i produttori e i mercati locali.

L’apertura del Centro Socio Educativo Riabilitativo Montepacini non ha rappresentato tuttavia un punto di arrivo né una ragione di “acquietamento”. Genitori delle persone disabili del territorio, volontari ed Ente Locale hanno proseguito nel progetto finalizzato a promuovere l’autonomia e l’autodeterminazione delle persone disabili facendo di Montepacini un luogo di sperimentazione di buone pratiche ( pubblico/privato ), incentrate sulla sostenibilità, la valorizzazione della biodiversità e della piccola ruralità del “buono, pulito e giusto”, per dimostrare che è possibile coniugare inclusione ed accoglienza di persone disabili, richiedenti asilo, soggetti fragili e svantaggiati con la valenza economica di una agricoltura sociale multifunzionale, radicata nella comunità territoriale. E’ in questa prospettiva e “visione” che nasce formalmente l’associazione di genitori e volontari “Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini”, che, sin dal 2016, dialoga e si confronta con una analoga esperienza di agricoltura sociale esistente a Treia, dove la cooperativa di tipo B “La Talea” dispone di 14 ettari di terreno di proprietà comunale e collabora con un Centro Socio Educativo denominato “Di Bolina”, attivo su parte degli stessi terreni.

Intanto, nel 2015, il Comune di Fermo, dietro richiesta dell’U.O. Servizi per Disabili e dell’associazione Fattoria Sociale, avvia, mediante la formula dei lavori socialmente utili, un progetto che prevede il coinvolgimento di sei richiedenti asilo del Centro di Accoglienza “Caritas”, nelle attività agricole di Montepacini. Da qui prende le mosse una delle pagine più belle e significative della “storia” della Fattoria Sociale, ovvero l’auto mutuo aiuto e la collaborazione tra richiedenti asilo e persone disabili, non solo le persone disabili del Centro Socio Educativo ma tutte quelle che vivono l’esperienza “aperta” della Fattoria. Sempre da qui nasce il progetto del “Soccer Dream Montepacini” una squadra di calcio integrato a 7, che vede impegnati in un campionato “vero” del Centro Sportivo Italiano, persone disabili, richiedenti asilo e volontari della Fattoria Sociale. Attualmente il Soccer Dream Montepacini, partecipa al campionato di quarta categoria riconosciuto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, riservata alle persone con disabilità, e nel 2019, dopo aver vinto il campionato Marche/Abruzzo, ha disputato le finali nazionali in Valtellina confrontandosi con squadre blasonate di pari categoria come la Juventus, il Torino, il Livorno e la Salernitana. Partecipa inoltre a tornei nazionali di calcio integrato a 7, a Coverciano e in altre località sul territorio nazionale, con la formula 4 persone con disabilità e tre aiutanti ( richiedenti asilo/rifugiati e volontari della Fattoria ).

Nel 2016 l’associazione Fattoria Sociale Montepacini si sente già pronta per un salto di qualità dell’esperienza di agricoltura sociale e si candida per gestire in affitto i 13 ettari di terreno e per avviare un ristorante/agriturismo nella casa colonica, una volta ultimati i lavori di consolidamento e recupero, con l’obiettivo di farne un ristorante a km 0 ( con le persone disabili come camerieri, aiuto cuoco ecc. ) al piano terra e un “dopo di noi”, per un piccolo nucleo di tre persone, al primo piano. A seguito del riscontro negativo da parte del Comune di Fermo in ordine ad un affidamento diretto della casa colonica e dei 13 ettari di terreno, i genitori e i volontari della Fattoria Sociale decidono di associarsi alla cooperativa sociale “La Talea” di Treia, certificata in biologico sin dal 2002, per poter affrontare con maggior agio i requisiti previsti nel bando emanato dal Comune che, tra le altre cose, poneva il vincolo della certificazione biologica e/o della conversione in biologico per tutti i terreni comunali per i quali venivano emanati bandi ( oltre a Montepacini i terreni di Roccamontevarmine dell’ex Brefotrofio nel territorio del Comune di Carassai ). In questa formula di associazione alla cooperativa “La Talea”, espletate le procedure di gara, viene aggiudicata la concessione in affitto del terreno e della casa colonica, relativamente alla quale il Comune si accingeva a stanziare fondi per il recupero , e stipulato il contratto Repertorio 1372/2016 del 20 ottobre 2016. Il 2016 è anche l’anno del terremoto. Subiscono danni irreparabili sia lo storico forno a legna sia i ricoveri degli animali e lo stesso Centro Diurno resta chiuso per diverse settimane. La Fattoria Sociale Montepacini, ancora una volta i genitori e i volontari in prima fila, si prodiga per ripristinare la piena agibilità del sito e ne nasce una “gara di solidarietà” che ha risonanze a livello nazionale. L’associazione Dokita onlus di Roma e il Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale donano all’associazione Fattoria Sociale nuovi ricoveri per gli animali e un forno a legna. La Fattoria Sociale che nel frattempo attraverso “La Talea” ha avviato l’assunzione di due dipendenti part time ( di cui un rifugiato ) accoglie due giovani adulti con disabilità di Visso, entrambi senza famiglia e ospiti nelle strutture alberghiere del litorale, per lo svolgimento di lavori socialmente utili e li inserisce nel circuito della attività della Comunità di Montepacini ( squadra di calcio, incontri gruppi di auto mutuo aiuto, organizzazione di eventi ecc. ). La fisionomia della Fattoria Sociale Montepacini, nel corso del 2017 si definisce con sempre maggiore precisione, vengono avviati 3 tirocini di inclusione in accordo con l’Ambito Territoriale e 1 nell’ambito di un progetto di alternativa al carcere del Tribunale di Macerata. Un impegno speciale viene dedicato alla definizione di un progetto di collaborazione tra le tre realtà presenti a Montepacini : l’associazione Fattoria Sociale, la cooperativa “La Talea” di cui la Fattoria Sociale è parte integrante e attiva, la cooperativa COOSS Marche che gestisce il Centro Socio Educativo. Il percorso di collaborazione non si limita alle due cooperative e all’associazione ma coinvolge diverse aziende agricole impegnate sotto il profilo della sostenibilità e la rete delle associazioni territoriali. Manifestazioni come “Camminare le campagne: Storie della comunità del cibo”, “W la biodiversità”, “Montepacini Incontri”, promosse dall’associazione, oltre che occasioni di approfondimento e confronto, sono dei veri i propri laboratori a sostegno della definizione dei progetti di recupero e scambio dei semi, della biodiversità, della costruzione della filiera dei piccoli produttori di qualità. Sempre nel 2017 si da vita, in collaborazione con l’Anfass fermana, al progetto di “autodeterminazione” delle persone con disabilità intellettiva e relazionale e al gruppo di auto mutuo aiuto dei genitori. Ogni prima domenica del mese, con la presenza di una psicologa facilitatrice volontaria già docente dell’Università di Macerata, si riuniscono a Montepacini, prima le/i giovani adulti disabili per “riprendere la parola” ed esprimere, fuori da logiche assistenziali, i propri desideri e le proprie opinioni e, di seguito, il gruppo di auto mutuo aiuto dei genitori facilitato dalla stessa psicologa. Sempre nel 2017, nel mese di giugno, la Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini viene scelta come sede della Festa Nazionale del Forum Nazionale dell’Agricoltura Sociale, nel segno della rinascita del post terremoto. Nell’occasione vengono inaugurati dal vice Ministro dell’Agricoltura Andrea Olivero, i nuovi ricoveri per gli animali donati da Dokita onlus. Tra l’autunno del 2017 e l’inverno del 2018 la Fattoria Sociale Montepacini subisce 4 furti e azioni di vandalismo nell’arco di pochi mesi. L’ultimo furto in ordine temporale, quello che “fa più male”, è del febbraio 2018. Vengono rubate tutte le attrezzature agricole della Fattoria, gli attrezzi della falegnameria (perfino i cacciavite) e non vengono risparmiate neppure le galline ovaiole. Un vero “shock” per la Fattoria Sociale e per gli utenti del Centro Socio Educativo. Grande sconcerto anche in tutto il territorio per l’inqualificabile azione dei ladri a danno di persone disabili. La risposta della comunità territoriale è straordinaria : cene di beneficenza, raccolta fondi per riacquistare le attrezzature, piccole donazioni e perfino la concessione in comodato gratuito di un frutteto e di un uliveto in capo all’associazione Fattoria Sociale. E’ la seconda ripartenza o rinascita dopo i danni del terremoto. Il 2018 è comunque un anno di consolidamento, viene acquisita la certificazione biologica e alle colture di erba medica per rifertilizzare il terreno e all’orto, vanno ad affiancarsi alcuni appezzamenti per la coltivazione dell’orzo ( in parte utilizzato per gli animali della Fattoria ). E’ l’anno delle convenzioni per l’alternanza scuola-lavoro con diverse scuole superiori, dall’Istituto Tecnico indirizzo agrario di Montegiorgio al Liceo delle Scienze Umane di Fermo. Con quest’ultimo istituto, in particolare, viene costruito un percorso di alternanza della durata di un anno che ha coinvolto gli studenti sia nelle attività della Fattoria, compresa la partecipazione al Centro estivo in campagna sia del Centro Socio Educativo Riabilitativo, per la formazione sul versante socio educativo. A seguito della concessione in comodato gratuito da parte della famiglia Dalla Vecchia di Schio (VI) di un uliveto di circa 2.000 piante nel territorio del Comune di Monterubbiano, sono stati realizzati, in collaborazione con gli agronomi Ugo Pazzi ed Enrico Laureati corsi di potatura dell’ulivo rivolti a richiedenti asilo dei servizi SPRAR e italiani ( 25 iscritti ). Sempre con lo SPRAR di Fermo è stato realizzato un corso di agricoltura sociale itinerante, rivolto a rifugiati e richiedenti asilo che ha coinvolto oltre alla Talea e alla Fattoria Sociale le Aziende Agricole vicine al progetto di Montepacini : Fontegranne, Doriano Scibè, Pancrazio Tulli, Vittorini, Malavolta, Cooperativa di Comunità Rocca madre, Vivai Lauri. Con l’Azienda vitivinicola Vittorini di Monsampietro Morico è stato realizzato anche un corso teorico/pratico sulla potatura della vite, anch’esso rivolto a richiedenti asilo e italiani. Ancora nel 2018 vengono avviate le attività del gruppo di acquisto solidale denominato CSA ( Comunità di Supporto all’Agricoltura ), un progetto che ha visto coinvolte 25/30 famiglie del territorio, disposte ad investire anticipatamente le risorse, con cadenza trimestrale, per ricevere cassette settimanali con i prodotti biologici, freschi e di stagione della Fattoria Sociale e di aziende agricole amiche della filiera corta di Montepacini. La partecipazione alla CSA non si esaurisce sotto il profilo economico, bensì prevede una presenza “sul campo” in occasione della messa a dimora delle piantine, la riproduzione dei semi, la condivisione di momenti conviviali ecc.. L’investimento anticipato di risorse economiche con cadenza periodica, unitamente alle modalità di condivisione partecipata, ha consentito di poter, anche se solo parzialmente, fare fronte ai costi delle due persone addette ai lavori agricoli e alla formazione dei tirocinanti ( ex borse lavoro ).

Il 2018 è comunque un anno che ha due facce per la Fattoria Sociale. Infatti contestualmente alla “rinascita” e alla ripresa dopo il terremoto e i furti, all’avvio del progetto della CSA si registra la crisi della cooperativa sociale la Talea di Treia, che pur avendo esclusivamente un compito di accompagnamento e di “casa madre” dell’esperienza di Montepacini è titolare, sotto il profilo formale e sostanziale, del contratto di affitto dei terreni con il Comune di Fermo. La crisi de La Talea, che culminerà con l’incorporazione della stessa nella cooperativa “Opera” dal 1 gennaio 2019, si riverbera negativamente anche sulle attività e sulla progettualità della Fattoria Sociale Montepacini. E’ a questo punto che genitori e volontari dell’associazione Fattoria Sociale Montepacini, pongono con determinazione e chiarezza all’Amministrazione Comunale la propria candidatura a gestire direttamente la conduzione dei terreni e il progetto, oltrechè di fatto anche di diritto e, dopo una lunga e non sempre facile trattativa a tre ( associazione Fattoria Sociale, cooperativa Opera e Amministrazione Comunale di Fermo ), dopo la costituzione della cooperativa Fattoria Sociale del 27.06.2019 ( Rep. 41195 raccolta 18045 ) e a seguito di “cessione di ramo aziendale” dalla cooperativa Opera alla cooperativa Fattoria Sociale Montepacini del 18.09.2019 (repertorio n. 41369 raccolta n. 18183), rientrano a pieno titolo a Montepacini.

Nel dicembre 2019 la Fattoria Sociale, nella nuova veste di cooperativa di lavoro, ha potuto riassumere come bracciante Djibril, pur tra tante difficoltà di ordine economico, riavviare i 4 tirocini di inclusione sociale che erano stati sospesi dal mese di giugno e avviarne 2 nuovi. I terreni di Montepacini hanno mantenuto la certificazione in biologico e nella direzione del rafforzamento del biologico sono stati indirizzati tutti gli atti amministrativi e programmatici della Fattoria. Il 30 novembre e 1 dicembre 2019 si è tenuto a Montepacini il terzo incontro nazionale della rete delle CSA ( Comunità di Supporto Agricoltura ). Il gruppo CSA Montepacini avrebbe dovuto ripartire nel mese di maggio 2020 e, purtroppo, a causa del covid 19, è stato rinviato. Per sostenere economicamente la neo nata cooperativa sono state promosse e continuano a essere promosse iniziative quali : “Le strenne natalizie della filiera della Fattoria”, il programma di cene solidali “camminare le campagne”, con protagoniste le aziende agricole vicine all’esperienza di Montepacini e l’agronomo Daniele Paci ( interrotte dopo il secondo dei 5 incontri in programma sempre a causa del covid 19 ) e il progetto “CHEF.esta – la Fattoria ti porta il pranzo a casa” realizzato il 26 aprile e il 1 maggio, mediante la consegna di ben 182 pasti a domicilio in tutto il territorio del fermano, in collaborazione con gli CHEF Giampiero Giammarini de “I Piceni”, Matia Cugnigni e, con il ristorante “Il Vecchio Molino” di Piane di Rapagnano e la Braceria “Candido Capponi” di Grottazzolina. Ma la pagina più “bella” di questa breve “storia” della Fattoria Montepacini deve ancora essere scritta. Infatti nel mese di marzo avremmo dovuto presentare alla stampa nazionale e locale, il progetto dell’agriturismo/ristorante della Fattoria nell’ambito del Festival Tipicità, anche in questo caso tutto rinviato. Tuttavia, grazie alla generosità di diversi “donatori” la cooperativa ha potuto acquistare tutta l’attrezzatura della cucina e con la chiusura dei lavori del piano terra della casa colonica, il sogno di tante persone disabili e fragili di diventare camerieri e/o aiuto cuoco sta per diventare realtà. Proseguono, pertanto, il sogno e l’avventura di Montepacini, sotto il segno dell’autodeterminazione delle persone disabili e fragili e del pieno esercizio del diritto al lavoro. Sostieni Montepacini Biologico ed Etico !!